Amici di Mobilitiamoci: perché aspettare non basta più

Non aspettare che cambi qualcun altro

C’è una frase che sentiamo ripetere da anni, in tutte le sue varianti: “tanto non cambia niente“, “sono tutti uguali“, “è solo un altro modo per farsi gli affari propri“. Sono le frasi di chi ha ragione a essere deluso, ma sbaglia la conclusione che ne trae.

Noi lo sappiamo bene, perché siamo partiti esattamente da lì. Nel 2023 abbiamo chiesto, in un’assemblea COMITES (Comitato degli Italiani all’Estero), che venisse affrontato il tema della CIE (Carta d’Identità Elettronica)per chi vive in Germania. Nessuno ha risposto. Avremmo potuto scrollare le spalle e dire “vedete, è inutile“. Invece ci siamo impegnati direttamente: raccolta firme, un evento a Stoccarda, un’audizione in Parlamento a Roma. Tre anni dopo, quella battaglia è diventata la Legge n. 11/2026 (Rilascio Carta d’Identità Elettronica anche in Italia per gli iscritti AIRE, Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), e oggi migliaia di italiani in Germania hanno la CIE senza dover tornare in Italia. Non per magia. Perché a un certo punto, invece di aspettare che qualcun altro si muovesse, ci siamo mossi noi.

“Tanto non cambia niente”

È l’obiezione più comune, ed è anche la più comprensibile: la maggior parte delle volte, chi si è mosso prima di noi non ha portato risultati concreti a casa. Ma “non è cambiato niente finora” non è la stessa cosa di “non può cambiare mai niente”. La CIE non era un problema piccolo, e per anni nessuno lo aveva davvero affrontato. È cambiato quando qualcuno ha deciso di insistere fino in fondo, non quando ha smesso di provarci.

“È solo un altro modo per fare carriera”

Questa obiezione parte da un sospetto legittimo, perché troppo spesso la politica, anche quella piccola di rappresentanza, è stata usata come trampolino personale. Ma il nostro impegno, dal primo giorno del percorso CIE fino ad oggi, è stato ed è puramente volontario: nessuno stipendio, nessun rimborso, nessun incarico remunerato. Chi lavora per Mobilitiamoci lo fa perché ci crede, non perché ci guadagna qualcosa. È un dettaglio che si può verificare, non un’affermazione da prendere sulla fiducia.

Cosa significa davvero essere “Amici di Mobilitiamoci

Non ti stiamo chiedendo di candidarti. Ti stiamo chiedendo qualcosa di molto più piccolo e molto più alla portata di tutti: un po’ del tuo tempo, quando puoi darlo, per qualcosa di concreto. Può voler dire aiutarci a far girare un’informazione utile nella tua città, mettere in contatto un’associazione con noi, dare una mano in un momento specifico della campagna, o semplicemente esserci quando serve una mano in più. Nessun impegno fisso, nessuna scadenza settimanale: solo la disponibilità a dire “in questo posso darvi una mano”, quando e come puoi.

Da oggi attiviamo la pagina Amici di Mobilitiamoci, dove puoi lasciarci il tuo nome, la tua città e la tua disponibilità.

Se ti riconosci in quello che abbiamo scritto, se anche tu pensi che aspettare non basti più, fai sapere alla Redazione come puoi aiutarci. Non serve fare tutto, basta fare qualcosa.

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