Da MobilitiamoCIE a Mobilitiamoci

Un capitolo che si chiude
C’è un giorno in cui un percorso comincia a chiamarsi in un altro modo. Per noi è oggi.
MobilitiamoCIE nasce alcuni anni fa a Stoccarda da un’idea semplice quanto ostinata: nessun italiano iscritto all’AIRE dovrebbe aspettare mesi, a volte più di un anno, per rinnovare un documento che in Italia si ottiene in un pomeriggio. Da quell’idea è nato un lavoro lungo, silenzioso, fatto di relazioni istituzionali costruite un tassello alla volta, non di proclami.
Non ci siamo fermati a denunciare il problema. Abbiamo costruito una proposta concreta: rendere possibile il rilascio della CIE anche nei Comuni italiani per chi vive all’estero, alleggerendo le code ai Consolati. Il 30 aprile 2024 abbiamo messo quella proposta sul tavolo di chi aveva il potere di trasformarla in norma, in una tavola rotonda a Stoccarda che ha riunito due Ministeri, due Consolati e quattro parlamentari di orientamenti politici diversi. Il 24 giugno 2025 abbiamo portato le stesse istanze in un’audizione parlamentare a Roma, davanti alla Commissione Affari Esteri della Camera. Il 19 febbraio 2026 è entrata in vigore la Legge n. 11/2026. Dal 1° giugno 2026 è pienamente operativa.
Il merito di quella legge è di chi l’ha scritta e votata in Parlamento. Il nostro compito è stato un altro, e lo rivendichiamo con orgoglio: sollecitare, ricordare, insistere, costruire le condizioni perché quel passo diventasse possibile. Lo abbiamo fatto senza sconti a nessuno e senza bandiere di partito, parlando con chiunque fosse disposto ad ascoltare nel merito.
Oggi, con quell’obiettivo raggiunto, MobilitiamoCIE chiude il suo percorso. Non perché il lavoro sia finito, ma perché lo spirito che lo ha animato è pronto per un impegno più grande.
Quello che ci portiamo dietro
In questi anni abbiamo imparato alcune cose che non si dimenticano.
Abbiamo imparato che la perseveranza paga, anche quando i risultati sembrano lontani anni. Abbiamo imparato la lungimiranza: intercettare un problema prima che diventi urgenza collettiva, e lavorare alla soluzione mentre c’è ancora tempo. Abbiamo imparato che il metodo conta più della protesta: un dossier serio, una proposta chiara, una rete di relazioni costruita con pazienza, aprono più porte di qualsiasi slogan gridato. E abbiamo imparato che si può unire invece di dividere: mettere allo stesso tavolo sensibilità politiche opposte, tutte disposte a ragionare sul merito, è forse la cosa di cui siamo più fieri.
Perseveranza, lungimiranza, metodo, capacità di unire. Questo è ciò che MobilitiamoCIE ci ha insegnato a fare. E questo è esattamente ciò che serve, oggi, altrove.
Perché adesso guardiamo al COMITES
Perché c’è un altro luogo, vicino a noi, dove queste qualità mancano da troppo tempo.
Il COMITES di Stoccarda dovrebbe essere il ponte tra la comunità italiana e le istituzioni, il luogo dove i problemi di chi vive qui trovano voce e le soluzioni trovano una strada. Da anni, invece, è un organismo fermo. Statico. Percepito, quando va bene, come qualcosa di distante e, quando va male, come qualcosa che semplicemente non esiste per la vita reale di chi ci vive.
Non è una colpa da attribuire a una singola persona. È lo stato delle cose, ed è uno stato delle cose che la comunità italiana in Baden-Württemberg non merita. Meritiamo un COMITES che lavori con lo stesso metodo che ci ha portato dalla tavola rotonda di Stoccarda alla legge dello Stato: ascoltare, costruire proposte, portarle dove contano, e non arrendersi finché non diventano realtà.
Non ambizione, ma dovere
Chi compone la lista Mobilitiamoci non lo fa per un titolo, per una carica, per una linea nel curriculum. Non ci sono ambizioni personali dietro questo percorso, non c’è alcuno stipendio, non c’è alcun compenso: è puro volontariato, gratuito, e chi ci conosce dal tempo di MobilitiamoCIE lo sa bene: nessuno di noi ha mai cercato i riflettori, nemmeno quando avremmo potuto.
C’è solo un senso del dovere civico, lo stesso che anni fa ci ha fatto raccogliere firme e bussare a porte istituzionali per un problema che sembrava troppo piccolo per interessare qualcuno a Roma. Oggi quel dovere ci porta a candidarci per cambiare un organismo che dovrebbe rappresentarci e che, per essere all’altezza del suo compito, ha bisogno di persone disposte a lavorare, non a occupare una poltrona.
Da MobilitiamoCIE a Mobilitiamoci
Il nome cambia, ma la squadra e il metodo restano gli stessi.
MobilitiamoCIE ha dimostrato cosa si può ottenere quando la cittadinanza attiva incontra la costanza e il metodo giusto. Mobilitiamoci nasce per portare esattamente questo, la stessa intraprendenza, la stessa ostinazione, la stessa determinazione, dentro il COMITES di Stoccarda, per farne finalmente ciò che dovrebbe essere: un ponte vero tra la comunità italiana e le istituzioni, non un organismo silenzioso.
Chiudiamo un capitolo con la testa alta. Ne apriamo un altro con la stessa energia di sempre.
Ora tocca anche a te
In questi anni abbiamo fatto, e continuiamo a fare, del nostro meglio. Ma questa volta il passo decisivo non spetta solo a noi. Perché questo percorso non lo facciamo per noi: lo facciamo per tutta la comunità italiana in Baden-Württemberg, ed è giusto che tutta la comunità se ne senta parte.
Nessuno di noi può cambiare le cose da solo. Un COMITES che funzioni davvero, che sia il ponte che deve essere, nasce solo se ognuno fa la sua parte, anche la più piccola. Anche una sola firma.
Per presentare ufficialmente la lista Mobilitiamoci abbiamo bisogno di almeno 200 firme di iscritti AIRE. È un numero alto, e da soli non basteremmo mai. Se in questi anni hai apprezzato il lavoro che abbiamo fatto con MobilitiamoCIE, questo è il momento in cui puoi trasformare quell’apprezzamento in un gesto concreto, che richiede pochi minuti.
Basta recarti al Consolato con un documento di riconoscimento, senza appuntamento, e dichiarare di voler firmare per la lista “Mobilitiamoci”.
Puoi farlo:
- tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:30;
- il martedì, in aggiunta, anche dalle 14:00 alle 15:30;
- il giovedì, in aggiunta, anche dalle 14:00 alle 16:30;
Ci saranno inoltre due aperture straordinarie di sabato, pensate apposta per chi durante la settimana non riesce a raggiungere il Consolato:
- sabato 19 settembre 2026, dalle 9:30 alle 15:30;
- sabato 26 settembre 2026, dalle 9:30 alle 15:30;
Non è un favore che chiediamo per noi. È un atto di impegno civile, lo stesso che ci ha mosso fin dal primo giorno di MobilitiamoCIE: piccoli gesti, fatti da tante persone, che insieme diventano una forza capace di cambiare le cose. Noi ci abbiamo messo anni di lavoro. A te chiediamo pochi minuti, e un documento in tasca.
Ma firmare è solo l’inizio. Sul nostro sito stiamo già raccogliendo le disponibilità di chi vuole dare una mano, non solo durante la campagna, ma anche dopo, quando si tratterà di far funzionare davvero il nuovo COMITES. E stiamo raccogliendo, sempre lì, le critiche, i suggerimenti, le idee di chi pensa che questo organismo possa e debba fare meglio: perché il COMITES che vogliamo costruire non è il nostro, è di tutti, e migliora solo con il contributo di tutti.
Fai sentire la tua voce. Metti una firma. Scrivi la tua idea. Offri il tuo tempo, se puoi.
Da soli si protesta. Insieme si cambia.
Tutti insieme possiamo cambiare e migliorare il COMITES che la nostra comunità merita.
