Dichiarazione d’intenti

Oggi, 3 agosto 2026, per milioni di italiani nel mondo la carta d’identità cartacea smette di valere per uscire dal proprio Paese. Se vivi in Germania e non hai ancora la Carta d’Identità Elettronica, da oggi lo senti sulla tua pelle: non è più un avviso lontano, è una porta che si chiude. Non puoi più contare su quel pezzo di carta per tornare a trovare tua madre, per un funerale, per un lavoro dall’altra parte del confine.
Ci lavoriamo da più di tre anni perché questo giorno non arrivasse così, per tutti, come un muro. E in parte ci siamo riusciti: da giugno, grazie alla Legge n. 11/2026 (Rilascio Carta d’Identità Elettronica anche in Italia per gli iscritti AIRE), chi è iscritto all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) può richiedere la CIE (Carta d’Identità Elettronica) anche in un Comune qualsiasi in Italia, non solo in Consolato. Ma diciamolo con la stessa onestà con cui abbiamo sempre parlato di questo tema: non per tutti. Solo a Stoccarda, che con oltre 200.000 iscritti è il primo consolato d’Europa per numero di connazionali, restano decine di migliaia di persone che oggi si troveranno senza un documento valido per viaggiare. Il problema non è chiuso. È solo, finalmente, più piccolo di quanto sarebbe stato senza chi si è mosso per tempo.
Ed è proprio da qui, da questa doppia data, la fine di un vecchio documento e l’inizio di un nuovo impegno che vogliamo raccontarti chi siamo.
Chi siamo
Nel 2023, a Stoccarda, un gruppo di cittadini italiani si è riunito attorno a un problema che tutti conoscevano ma che nessuno stava affrontando davvero: il comitato MobilitiamoCIE, fondato e coordinato da Maurizio Palese e Flavio Venturelli. Non eravamo politici, non avevamo un partito alle spalle, non avevamo nemmeno una sede. Avevamo solo la convinzione che aspettare che qualcun altro risolvesse il problema non fosse un’opzione.
Attorno a quel nucleo si sono aggiunte, negli anni, altre persone che hanno scelto di metterci la faccia e il tempo libero, senza chiedere nulla in cambio: in ordine rigorosamente alfabetico: Davide Cuocolo, Adriano Maggi, Pino Maggio, Sebastiano Micelisopo, Simonetta Puleio, Maurizio Sciurba, Pino Tabbì.
Una scelta precisa ha accompagnato il comitato fin dall’inizio: restare lontani dai partiti. Non per timidezza, ma per convinzione condivisa da tutto il gruppo, perché un problema che riguarda centinaia di migliaia di connazionali non ha colore politico, e la battaglia per un documento d’identità non doveva diventare la bandiera di nessuno schieramento. Solo cittadinanza attiva, appunto.
Cosa abbiamo fatto mentre altri parlavano
I fatti, in breve: 1.520 firme raccolte, oltre 17.000 contatti raggiunti, un’audizione parlamentare alla Camera dei Deputati il 24 giugno 2025, e infine la Legge n. 11/2026. Non lo scriviamo per vantarci, lo scriviamo perché non è successo a ridosso di un’elezione, e non è successo perché qualcuno andava a caccia di voti. È successo perché un gruppo di persone ha deciso di occuparsene nel quotidiano, indipendentemente da qualsiasi scadenza elettorale, per tre anni, senza clamore, un passo alla volta.
È lecito farsi una domanda, a questo punto: se un comitato di cittadini senza poteri istituzionali è riuscito a smuovere un problema fermo da anni, cosa sarebbe potuto succedere se chi siede in COMITES (Comitato degli Italiani all’Estero) da tempo avesse messo la stessa energia su questo e su altri temi rimasti, invece, fermi? Non è una domanda retorica contro qualcuno in particolare. È la domanda che ci ha convinti a fare un passo oltre la singola battaglia.
Perché nasce Mobilitiamoci
Risolvere il nodo della CIE ci ha insegnato una cosa semplice: il problema vero non era mai stato solo quel documento. Era, ed è, il modo in cui il COMITES comunica (o non comunica) con la comunità che dovrebbe rappresentare. Per questo MobilitiamoCIE, nato per una battaglia specifica, il 3 agosto 2026 lascia il posto a Mobilitiamoci: una lista che si candida alle prossime elezioni COMITES di Stoccarda con un obiettivo più ampio, un COMITES che sia davvero, e non solo sulla carta, un ponte tra i cittadini e le istituzioni italiane e tedesche.
Cosa ci distingue
Una cosa vogliamo dirla fin da ora, perché per noi non è un dettaglio ma un principio fondativo: nella costruzione della nostra lista, non abbiamo mai guardato a quanti voti una persona potesse portare. Abbiamo guardato solo a una domanda: quali competenze può mettere al servizio di una comunità che ha bisogno di essere ascoltata, non solo rappresentata sulla carta.
Cosa non ti diciamo ancora, e perché
Non troverai qui i nomi dei candidati né il programma nel dettaglio. La lista sarà depositata al Consolato solo a partire dal 20 settembre, e fino ad allora resta riservata, per proteggerla da chi potrebbe volerla conoscere in anticipo. Allo stesso modo, alcune delle nostre proposte più originali le presenteremo solo a quella scadenza, perché un’idea condivisa troppo presto è un’idea che chiunque può fare propria senza il lavoro che l’ha resa possibile.
Quello che ti racconteremo, invece, da qui in avanti, è la storia completa di questi tre anni, passo dopo passo, con le stesse fonti verificabili con cui abbiamo sempre parlato di questo tema.
Un invito, non una richiesta di voto
Non ti chiediamo un voto: per quello ci sarà tempo, e arriverà il momento giusto. Ti chiediamo di seguirci nelle prossime settimane, di farci domande, di dirci cosa non funziona per te nel rapporto con le istituzioni italiane in Germania.
Da oggi puoi iscriverti alla nostra newsletter per non perdere nessun aggiornamento. Trovi già qui sotto anche il nostro canale WhatsApp. Nei prossimi giorni attiveremo anche due spazi pensati apposta per chi vuole partecipare attivamente o segnalarci un problema, e te lo diremo qui, uno alla volta.
Perché non ci siamo mai rassegnati a lasciare le cose così come sono, e non abbiamo intenzione di iniziare adesso.
